Gli eventi meteo più estremi sulla Basilicata

La Basilicata è una delle regioni italiane più esposte al rischio idrogeologico.

Le caratteristiche del territorio, associate ad importanti eventi meteorologici, comportano spesso fenomeni disastrosi come frane ed alluvioni.

Dall’analisi dei fenomeni calamitosi è emerso che nel secolo 20° la regione Basilicata è stata interessata da circa 347 eventi di piena che hanno coinvolto 227 località. In particolare sono stati colpiti 27 comuni nella provincia di Matera e 39 nella provincia di Potenza che insieme rappresentano più del 50% di tutti i comuni della regione.

Ma quali sono stati gli eventi più forti e distruttivi sulla Basilicata?

Dopo diverse ricerche tra pubblicazioni di Enti, reanalisi e testimonianze recuperate in rete ed in vecchi archivi, analizzeremo quelle che sono state le fasi di maltempo più intense che si siano abbattute sulla Basilicata.

 

Alluvione torrente Gravina 1827

Andando a ritroso, una prima testimonianza (basata su testimonianze storiche) di evento “estremo” arriva dal lontano 1827.

In quell’anno una tremenda alluvione interessò il materano, parte del barese e del tarantino. In alcuni testi storici viene descritta la distruzione di diversi ponti lungo il torrente Gravina, affluente del Bradano che scorre presso la città di Matera. Molte vie di comunicazione vennero interrotte, a partire dallo storico passaggio detto “I tre ponti”, che venne letteralmente spazzato via dalla furia delle acque.

 

Alluvione Lagonegrese 1925

Un altro evento di rilievo, ricostruito tramite i dati di stazioni storiche (allora i dati venivano trascritti dagli addetti su cartaceo), è quello che interessò il lagonegrese nel novembre del 1925.

Piogge e temporali incessanti si accanirono per due giorni sul versante tirrenico, scaricando fino a 340mm nella località di Lauria (record di pioggia caduta in 48h per tale stazione).

Diversi tratti dei fiumi Noce, Sinni, Agri e Lao furono soggetti ad esondazioni.

 

Alluvione Alto Bradano 1929

In quel terribile evento del 21 e 22 Settembre, secondo la stampa dell’epoca, perirono 16 persone con diversi danni alle infrastrutture.

La calamità colpì le zone montane dell’Alto Bradano ed, in parte, quelle del Basento.

In un solo giorno caddero ben 257mm di pioggia ad Acerenza e 238mm ad Avigliano, a Vaglio di Basilicata invece 100,7mm, a Potenza 79mm (di cui 28mm in un’ora, 54mm in tre ore) e 52mm a Tolve.

Diversi danni si registrarono nei comuni di Avigliano, Ruoti, Tolve, Cancellara, Vaglio, Potenza, Tricarico, Muro Lucano e Balvano. Incenti danni vi furono anche in Campania, con il crollo di un ponte sul fiume Tanagro nei pressi di Contursi.

 

Il crudele maltempo del Febbraio del ’31

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel Febbraio del 1931 una serie di depressioni in transito tra il Tirreno e lo Jonio, misero a dura prova tutta la regione.

Tra il 21 ed il 22 Febbraio vi furono diversi danni, il Bradano ed il Basento strariparono in più punti, inondando campagne e distruggendo ponti stradali e ferroviari. A Tolve si registrò anche una vittima.

Il massimo accumulo giornaliero venne registrato ad Aliano, con 230mm di pioggia.

 

Alluvione Lagonegrese Settembre 1934

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’area più piovosa della regione, piogge copiose interessarono i bacini del Noce, Lao e Sinni. I canali non riuscirono a raccogliere tutte le precipitazioni, provocando diverse inondazioni.

L’accumulo giornaliero più elevato fu registrato a Rivello il 21 Settembre, con 224mm.

 

Alluvione Sinni 1944


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle zone comprese tra il medio Sinni ed il medio Agri, pesanti piogge si abbatterono a cavallo tra i giorni 28 e 29 Novembre 1944.

Il violento nubifragio durò all’incirca 14 ore. Nella località di Terranova di Pollino, caddero in appena 12 ore ben 233mm di pioggia. Diverse furono le esondazioni nelle sottostanti aree pianeggianti con diversi danni all’agricoltura.

 

Alluvione Materano Novembre 1946

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nei giorni 7 e 8 Novembre, piogge diffuse e prolungate sul Materano causarono diffusi allagamenti sulla piana Metapontina.

In molte località caddero oltre 300mm, i valori più elevati furono registrati a Bernalda, 322mm ed a Pomarico, 314mm.

 

La doppia alluvione di Novembre e Dicembre 1957

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima alluvione avvenuta nel mese di Novembre, colpì principalmente la provincia di Potenza. Il giorno 11, dopo circa 20 ore di pioggia forte, il torrente Platano uscì dagli argini innondando diversi campi nel territorio di Picerno.

La Basilicata venne colpita da una nuova calamità la notte tra il 27 ed il 28 Dicembre.

Entrambe le provincie furono interessate dal nubifragio che causò diversi danni all’agricoltura, alle infrastrutture stradali e ferroviarie, nonchè diverse frane.

 

Alluvione Metapontino Novembre 1959

 

Tra il 24 ed il 25 Novembre una depressione sul basso Tirreno, richiamò forti ed umide correnti di scirocco, condizioni ideali per la formazione di piogge intense sul versante jonico. La piana Metapontina si ritrovò sommersa per chilometri e chilometri, sotto un metro di acqua.

Diverse furono le strade interrotte: una frana si portò via la provinciale che collegava l’abitato di Ferrandina allo Scalo ferroviario in val Basento, diversi edifici crollarono; la situazione si rilevò talmente grave da dover richiedere gli interventi dell’Esercito e della Marina Militare.

Su circa diecimila residenti, duemila furono gli sfollati e 11 le vittime (3 in Basilicata).

Pisticci fu il paese più colpito dalle piogge con 314mm mentre in una sola ora si contarono 87mm caduti a Nova Siri ed 80mm a Policoro.

 

 

 

 

 

Una foto dell’epoca che ritrae la linea ferroviaria Potenza-Taranto, nei pressi di Metaponto, invasa dal fango.

 

Alluvione Metapontino Gennaio 1961

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il versante jonico fu ancora una volta, protagonista di una severa ondata di maltempo. Da segnalare fu l’esondazione del Basento nella piana di Metaponto e diverse frane nel comune di Pisticci. Altri danni vi furono alla rete stradale e ferroviaria del Potentino.

L’accumulo maggiore in quel episodio si ebbe nel comune di Cersosimo con 222mm caduti il giorno 16.

 

L’alluvione dell’autunno del ’63 – l’abbandono di Craco

 

 

 

 

 

 

 

 

(Uno scorcio del paesino abbandonato di Craco)

 

 

Questo evento fu molto localizzato, l’area maggiormente interessata fu la collina materana. A farne le spese, fu il vecchio abitato di Craco che a seguito di un vasto movimento franoso, venne evacuato. I residenti si trasferirono a valle, nella frazione conosciuta oggi come Craco Peschiera.

 

Il piovoso Gennaio 1972

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una prolungata fase di maltempo si accannì senza tregua su tutta la Basilicata. A partire dal 18 Gennaio la pioggia fu protagonista fino al 24.

L’area maggiormente colpita risultò il Materano, con l’esondazione del Basento e del Cavone. Diverse frane minacciarono l’abitato di Montalbano Jonico.

Nella provincia di Matera caddero mediamente oltre 200mm, con punte giornaliere di 310mm a Calciano e 305mm a Stigliano.

Problemi vi furono anche nel Potentino e nello stesso capoluogo di regione, dove nelle zone più basse, l’acqua raggiunse i 30 cm di altezza. Infatti al rione Betlemme rimase allagato il deposito della Sita, allo scalo inferiore il deposito merci e al rione Santa Maria vi furono problemi alla stazione delle ferrovie Calabro-Lucane.

 

L’alluvione nel materano dell’autunno del  ’76

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Diverse perturbazioni colpirono nel mese di Novembre, il versante jonico lucano. La più intensa fu quella tra il 4 ed il 5 Novembre, nel comune di S. Giorgio Lucano, il giorno 5 caddero 308mm di pioggia. Diversi furono i danni recati ai frutteti ed alle colture del basso Sinni. Una seconda ondata, interessò le stesse aree il 18 Novembre. Questa volta i maggiori danni si ebbero a Pisticci, dove un grande movimento franoso fu la causa del crollo di 20 abitazioni nel Rione Croci. Altre frane si verificarono anche nella frazione potentina di Giarrossa  e nell’abitato di Grassano.

 

 

 

 

 

 

(Frana Pisticci 1976, Rione Croci, in località Patorosso)

 

Eventi anni ’80

Da menzionare i tre eventi del ’79, il primo nel mese di Gennaio nel Lagonegrese, che causò due vittime in seguito al crollo di un viadotto sul fiume Frida (costruito appena un anno prima), i restanti due avvenuti nei mesi di Febbraio e Novembre riportarono inondazioni nel Materano.

Altre esondazioni nel Metapontino avvennero nel 1980, nel novembre del ’84 e nel gennaio del ’85.

 

Il doppio volto del Gennaio 1985

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nei primi giorni del mese, buona parte dell’Italia dovette fare i conti con abbondanti nevicate. Nelle zone di media collina e di montagna, la neve superò il metro di altezza.

Le piogge torrenziali del 17 Gennaio, facilitarono la veloce fusione della neve che riversò su tutti i bacini regionali, grossi quantitativi di acqua.

A Laurenzana, in contrada Crepaccio, le acque del torrente Serrapotamo resero pericolante un ponte comunale situato sulla strada di collegamento tra la SS. 92 e lo stadio comunale.
In agro di Melfi si verificarono problemi per gli allagamenti ed in particolare la SS. 93 fu chiusa per uno smottamento.
Nel Materano i danni più gravi furono dovuti all’esondazione del fiume Basento, nei pressi di Pisticci. La SP. 176, in prossimità del fiume, fu interrotta per 2 km.
Nei pressi di Stigliano, a circa 5 km dall’innesto con SS. 598 la strada comunale denominata Taurina venne interrotta dal crollo del ponte sul fiume Basento che ne aveva erosa una spalla.

 

Eventi negli anni ’90

Ancora nel Metapontino, altri eventi minori avvennero nel 1990, nel 1996 e nel 1997.

In tempi recenti due sono gli eventi di maggiore rilievo.

 

L’alluvione nel Metapontino del Marzo 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Tempio dorico sommerso dalle acque, nella zona archeologica di Metaponto)

 

L’area interessata dalle forti precipitazioni fu quella compresa tra i comuni di Matera, Montescaglioso, Grottole, Grassano, Ferrandina, Tursi e Bernalda.

La precipitazione massima fu registrata a Tursi, con 152mm caduti in 24 ore. A seguire, Grottole 141mm, Ferrandina 139mm e S.Mauro Forte 132mm.

Tutti i fiumi con sbocco sul mar Jonio esondarono, le acque costrinsero alla chiusura diverse aziende agricole e zootecniche, a Metaponto intervenne l’esercito e venne riconosciuto lo stato di calamità naturale. Sulla Superstrada Basentana, all’altezza di Tricarico, venne giù un viadotto. Inoltre a Marina di Ginosa vennero evacuate 200 famiglie.

Il livello del fiume Basento superò gli 8m in prossimità della piana metapontina, il sensore del fiume Cavone registrò un aumento repentino fino a 7,8m* prima di arrestare la sua trasmissione dati (*il dato resta pertanto parziale).

 

Le alluvioni nel Metapontino dell’Ottobre e del Dicembre del 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Frana sulla Strada scorrimento veloce Montescaglioso – Matera)

 

Il primo evento – Tra il 5 e l’ 8 Ottobre, la zona jonica venne investita nuovamente da forti precipitazioni, spinte dalle correnti di scirocco. Nel comune di Ginosa, a causa dell’esondazione di un torrente vi furono 4 vittime. Crollarono diversi ponti, vi furono numerosi danni alla ferrovia Potenza-Taranto ed allagamenti al parco archeologico di Metaponto.

Gli accumuli più alti sfiorarono i 200mm, tra i territori comunali di Bernalda, Pisticci e Montescaglioso. Addirittura la stazione gestita dall’ente Alsia, collocata a Montescaglioso, registrò dalle 17:00 alle 22:00 del 7 Ottobre, ben 341mm di pioggia!!

Il primo colpo arrivò nella giornata del 6 Ottobre e colpì principalmente l’area del basso Basento. In questa zona i valori di pioggia raggiunsero picchi fino a 38mm in 20 minuti, 68mm in un’ora, 108mm in tre ore, 111mm in sei ore e 122mm in 12 ore.

Il secondo colpo, infierì tra il pomeriggio del 7 Ottobre e la notte del 8 Ottobre. L’area soggetta fu quella del basso Bradano, tra Bernalda e Montescaglioso. I picchi di pioggia raggiunsero valori fino a 39mm in 20 minuti, 97mm in un’ora, 147mm in tre ore, 180mm in sei ore e 189mm in 12 ore.

Il fiume Basento raggiunse, nel suo tratto finale, un’altezza di 8,17m (limite di allerta fissato a 6m), il Bradano raggiunse invece i 7m ed il Cavone i 6,45m.

Di seguito una mappa elaborata dal C.F.della Protezione Civile Basilicata, riportante la distribuzione delle precipitazioni cumulate durante l’intero evento:

 

 

Il secondo evento si consumò tra la sera del 30 Novembre e quella del 2 Dicembre (sino al 3 in alcune zone), durante queste 48 ore caddero 157mm a Matera e 152mm a Ginosa.

I danni maggiori si ebbero nella piana Metapontina, dovuti all’esondazione dei principali fiumi regionali. Per diversi giorni l’area fu invasa dalle acque e l’unico mezzo di trasporto divenne la canoa.

Oltre alle abbondanti piogge distribuite su una grossa fetta di territorio, ad aggravare la situazione furono anche le nevicate cadute nei giorni scorsi a quote collinari. Le precipitazioni favorirono la rapida fusione della neve contribuendo al repentino innalzamento dei livelli idrici fluviali.

Un movimento franoso divorò la strada a scorrimento veloce Matera-Montescaglioso (vedi foto), coinvolgendo il supermercato Lidl ed altre abitazioni private.

L’evento investì non solo il Metapontino e la fascia jonica ma anche gran parte della regione, da nord a sud. I massimi accumuli si registrarono a Terranova di Pollino, con un totale di 238mm in 3 giorni. Accumuli compresi tra 150mm e 200mm si registrarono su gran parte dell’Appennino centrale e sul nord regione. Nella zona occidentale più vicina al confine campano, più riparata da questo tipo di configurazione, i valori raggiunsero ugualmente i 50mm.

Nel piccolo comune montano di Terranova del Pollino, la pioggia fu così distribuita:

  • 35 mm di cumulata durante il 30/11/2013
  • 106.6 mm di cumulata durante il 01/12/2013
  • 13.4 mm di cumulata durante il 02/12/2013
  • 82.8 mm di cumulata durante il 03/12/2013

Nei comuni del nord regione invece, l’evento fu concentrato soprattutto il 01/12, la distribuzione delle piogge registrate dalla stazione di Lavello fu la seguente:

  • 6.2 mm di cumulata durante il 30/11/2013
  • 141.2 mm di cumulata durante il 01/12/2013
  • 22 mm di cumulata durante il 02/12/2013
  • 5.6 mm di cumulata durante il 03/12/2013

A seguito delle abbondanti precipitazioni cadute quel giorno, seri problemi vennero registrati nella città di Melfi; allagamenti furono segnalati nella zona 167 e nel quartiere Bicocca, esondazioni invece dell’Ofanto in prossimità della SS401-Ofantina. Allagamenti vi furono anche a Matera, a Genzano di Lucania, a Banzi, agli insediamenti industriali lungo la val Basento mentre a Tolve si verificarono crolli di alcune abitazioni.

Nelle immagini seguenti proponiamo una tabella e la relativa mappa, riportanti i valori delle precipitazioni cumulate durante tutto l’evento, registrate da alcune stazioni della Prot.Civile Basilicata:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questi invece furono i valori registrati dalla nostra stazione meteorologica, collocata nell’abitato di Venosa. Il giorno più piovoso fu il primo di Dicembre con 110mm di pioggia caduta:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il livello del Basento raggiunse nell’apice della piena gli 8,18m di altezza, il Bradano i 6,5m, il Cavone i 7,8m, l’Agri i 6,9m, il Sinni i 5m e l’Ofanto i 5,2m in località Gaudiano di Lavello.

 

Eventi minori negli anni 2000 fino ad oggi…

 

 

 

In tempi recenti vanno menzionati anche gli eventi isolati accaduti il 23 Marzo 2006 a Melfi, quando a seguito della fuoriuscita dall’argine del torrente Melfia, il piazzale del distributore Esso (all’epoca adibito a parcheggio autobus) venne allagato, l’intervento dei Vigili del Fuoco salvò diversi autisti. Altri episodi significativi, sempre nella cittadina di Melfi risalgono al 19 Luglio del 2010 (un temporale scaricò 35mm in 40 minuti – dato registrato dalla stazione idrografica della Prot. Civile Puglia) ed al 9 Luglio 2013; in entrambi i casi, le vie del centro storico si trasformarono in torrenti impetuosi (vedi foto). Sempre il 9 Luglio, altri temporali colpirono Lagopesole, Lavello e Matera, scaricando rispettivamente 42mm nei due comuni potentini e 37mm nella città dei Sassi. Il giorno successivo, l’ennesimo temporale portò ancora allagamenti nella città federiciana (Melfi).

 

 

 

 

 

 

 

 

– Una via nel centro di Melfi il 19/07/2010                                       – Allagamenti nell’abitato di Melfi il 09/07/2013                                   – Allagamenti nell’abitato di Melfi il 10/07/2013

 

Altro evento di rilievo fu l’interminabile temporale che colpì i comuni di Maschito, Venosa e la frazione Gaudiano nel 2 Settembre 2012. La pioggia cadde per diverse ore, senza sosta. A Venosa scesero 95mm di pioggia. Diversi furono i danni all’agricoltura, alla rete stradale ed a diverse aziende agricole. Il temporale proseguì la sua corsa lungo la valle dell’Ofanto, causando danni anche nella città di Canosa di Puglia.

 

Nel Marzo del 2016 ben due eventi, a distanza di pochi giorni, colpirono buona parte del territorio lucano.

Tra la sera del 11 Marzo e la giornata del 13, una depressione in risalita dalla Tunisia, convogliò correnti umide di scirocco verso le coste joniche. L’evento si rivelò abbastanza singolare, infatti l’area interessata dal maltempo fu quella centrale, da sud a nord come una spina nel fianco, una serie di nuclei precipitativi penetrarono nel cuore della Lucania, risparmiando solamente il lagonegrese e la murgia materana.

Dal basso Sinni al Vulture-Melfese, gli accumuli risultarono tra i 70mm ed i 150mm, in gran parte caduti il12 Marzo. A Valsinni il massimo accumulo fu di 182mm, numeri importanti anche per Monticchio Bagni con 164mm, Melfi 123mm, Stigliano 122mm, Guardia Perticara 119mm e Lavello 113mm.

(N.B. – Per alcune località, come Monticchio e Lavello, tali cifre hanno tempi di ritorno superiori ai 20 anni ).

Questi gli accumuli registrati nei giorni 11 e 12 Marzo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tre giorni dopo, un secondo impulso prese di mira la fascia jonica: il materano ed il centro regione furono le aree maggiormente interessate.

Seppur gli accumuli furono più contenuti rispetto alla precedente ondata di maltempo, l’esigua distanza temporale tra i due eventi non diede scampo alla rete fluviale. A Valsinni l’accumulo totale dal 12 Marzo al 17 Marzo arrivò a 324mm.

Di seguito gli accumuli registrati tra il 16 ed il 17 Marzo 2016:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questa prolungata fase di maltempo la maggior parte dei fiumi andò in piena, il Basento toccò gli 8 m, l’Agri i 7m, il Sinni i 5m e l’Ofanto i 3,5m.

Autore dell'articolo: E. Lentini

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